CEMENTIFICAZIONI OD OPPORTUNITA’ PER IL QUARTIERE?
[6 Febbraio 2007]
INTERLOCUTORI:
* Andrea Catarci , Presidente del Municipio Roma XI
* Alberto Attanasio, Ass.Lavori Pubblici Municipio Roma XI
* Gianluca Peciola , Ass.Politiche Giovanili Municipio Roma XI
* Livio Ciappetta , Consigliere delegato al Bilancio Partecipativo Municipio Roma XI
Coordina: Luciano Ummarino, Casetta Rossa S.p.A. (Spazio per l’Autogoverno)
L’incontro si tiene presso l’Urban Center – Casa del Municipio Roma XI, in via N. Odero 13 ed inizia alle h 18,30.
Introduce Luciano Ummarino (Casetta Rossa S.p.A.) per spiegare il senso dell’incontro di oggi:negli ultimi anni il nostro territorio è stato oggetto di grandi progetti di trasformazione urbana.
Dal Campidoglio2 ai Mercati Generali, dal progetto di Piazza dei Navigatori alla zona Giustiniano Imperatore.
L’argomento di oggi è la Fiera Di Roma, proprio perché rientra in questo piano di riqualificazione urbana.
L’idea del Comune è quella di riedificare lo spazio con grandi cubature a scopo abitativo, al verde e ai servizi, ed in particolare la creazione della “Città dei bambini”.
La nostra proposta è quella di partecipare al processo progettuale che riguarda la Fiera di Roma.
Il problema in questione è paradigmatico del problema della città stessa: non ci sono progetti partecipati sulle grandi opere urbanistiche.
Non c’è un progetto di “città” su Roma, ma solo l’intento di riprodurre a livello urbanistico altri tipi di “città”.
Intorno a questi non-luoghi tutto il resto rimane identico.
Vorremmo quindi dare uno stimolo per avviare un’urbanistica partecipata, dall’ideazione alla progettazione.
La parola viene passata ad Alberto Attanasio (Assessore all’Urbanistica del Municipio Roma XI). Dice di non condividere l’ultima parte dell’intervento di Ummarino.
L’idea del Municipio è infatti quella di evitare ciò che è successo negli anni Novanta, quando le trasformazioni a livello urbanistico non sono state aperte ai cittadini.
Ritiene che anche il tema della mobilità è sociale, legato alla democrazia.
Tornando al tema della serata, afferma che il nostro territorio sta subendo numerose modifiche sul piano urbanistico.
Ci sono inoltre delle aree che nell’arco di 20 anni hanno cambiato o perduto la loro funzione originale.
Le posizione del Municipio rispetto all’intervento sulla vecchia Fiera si è scontrata spesso anche con l’assessorato del Comune.
L’idea di crearvi una Città dei bambini nasce dalla suggestione di pensare ad una città pensata a “misura di bambino”.
L’assessore si schiera a favore di un intervento di rifunzionalizzazione della Fiera che rispetti i criteri di costruzione (es. standard sul verde) e le nuove esigenze abitative.
Il proposito è quello di mettere in gioco nuove idee sul concetto di residenza.
La parola passa Gianluca Peciola (Assessore alle Politiche giovanili del Municipio Roma XI). Dice che quello che si sa sul progetto è quello che ci ha detto Alberto poco prima.
Trova preoccupante il fatto che il progetto stia andando avanti senza la possibilità per i cittadini di decidere: il territorio è stato messo poco nelle condizioni di capire cosa stia succedendo.
E’ compito degli istituzionali di chiedere maggiore chiarezza sul percorso.
Va fatta trasparenza sulla vicenda della Città di bambini dei bambini.
Una buona proposta sarebbe quella di renderlo, in maniera più ampia, un Polo sulle politiche dell’infanzia e dell’adolescenza.
Si parla di diritti dei bambini e poi vi si pone a fianco la prospettiva di costruire in maniera vasta (assurdità)
Propone una soluzione simile ai contratti di quartiere Tormarancia e Garbatella, un percorso partecipato dai cittadini e facilitato dall’Assessorato alle Periferie del Comune.
La parola viene ceduta al pubblico:
– Silvio Talarico (Rete partecipativa 12). Espone alcuni dati sul problema della costruzione a Roma a scopo abitativo: sono previste case per 600.000 abitanti, quando ad avere necessità sono solo 30-50.000 abitanti. Chiede perché costruire in maniera così massiccia. Propone di unire le forze per rendere la città più a misura d’uomo.
– Annalisa Cipriani (Italia Nostra) si sente di fare un intervento di rottura.Venuta perché invitata da un’associazione, mentre scopre che l’evento è in realtà gestito dal Municipio. Dice di essere pochi e sempre i soliti. Le risposte e l’informazioni non sono date per volontà del Municipio.
Si devono mostrare i progetti subito.
La parola passa ad Andrea Catarci (Presidente del Municipio Roma XI). Sottolinea il fatto che la Fiera di Roma è ancora in fase di ideazione.
Il Municipio riaffermerà in merito l’esigenza di un discorso partecipato.
Non sarà un Centro commerciale.
La trasformazione della Fiera nasce anche per finanziare quella nuova. Si tratta di discutere e ragionare sulle fonti di guadagno.
La parola a Tommaso D’Alessio (Legambiente). Dice che avrebbe voluto non esserci.
Non ha sentito niente che lo rassicuri.
E’ perplesso nei confronti di una giunta comunale che vede il governo in termini di prodotto interno lordo.
Situazione pessimistica: dopo Piazza dei Navigatori, Giustiniano Imperatore si sente di nuovo “fregato”.
Dice di non avere informazioni corrette sul progetto.
Non c’è un progetto chiaro e a disposizione dei cittadini.
La città dei bambini sembra una “foglia di fico”, una sorta di ghetto.
Problema di inquinamento e mobilità.
Non c’è informazione per i cittadini.Si sente schiacciato all’interno di un meccanismo più grande di lui.
Luciano Ummarino dice che la logica deve essere diversa, questa volta dobbiamo chiedere al Municipio di renderci partecipi al progetto.
La parola passa a Livio Ciappetta (Consigliere delegato al Bilancio Partecipato del Municipio Roma XI). Sottolinea l’importanza per i cittadini di poter partecipare ad un passo importante per avviare un percorso reale.
No al ruolo consultivo e tardivo della cittadinanza.
Partecipazione come processo decisionale per i cittadini che non devono subire le trasformazioni urbanistiche. I cittadini non possono essere relegati ad un ruolo meramente consultivo.
Si ritiene soddisfatto dell’iniziativa.
La parola passa a Annamaria Baiocco (Legambiente, Circolo Garbatella). Dice di aver organizzato in passato una conferenza urbanistica molto grande nel Municipio, esperienza finita con l’avvento dei Cantieri Sociali.
Dice che nel Municipio si è costruito in questi ultimi anni in maniera vastissima e selvaggia.
Nel sentire che alla Fiera di Roma si sarebbe costruita La città dei bambini si è tolta un peso, credendo che non ci sarebbe stato un aumento di cubature.
Legge infatti la delibera del 2004 che prevedeva che non ci fossero un aumento di cubature non più (216,450), viene poi a scoprire che sono previsti 80.000 metri cubi in più.
Dice che non si può avere fiducia in questa Giunta se non si trova la forza nel territorio e si lavora a fianco di chi governa.
La parola passa a Luca (Coordinamento comitato lotta per la casa e responsabile del Bilancio Partecipativo XIII Municipio). A Ostia i cantieri sociali non hanno al proprio interno partiti, ma portano avanti un discorso sulla partecipazione.
Crede sia grave il fatto che l’assessore Morassut sia latitante e che l’assemblea non sia stata costruita in maniera partecipata.
Il modello Roma mostra delle “crepe”: insofferenza profonda all’impatto sul verde,all’aumento delle cubature in vari municipi.
In XIII l’Assessorato all’Urbanistica sta pensando di trasformare tutto il lungomare di Ostia in un Centro commerciale.
La città non può vedere consumato il proprio territorio perché questo fatto mette in crisi l’identità di chi vive i propri territori.
Una scelta ideata e creata centralmente non rispecchia le esigenze ed i bisogno dei cittadini che la vivono.
Luciano Ummarino dice che bisogna partire da quello che ha detto Luca per avviare subito un percorso partecipato su questa possibile battaglia.
La parola viene passata ad Alberto Attanasio.
Dice che non ci sono idee chiare sul progetto, a parte la suggestione della Città dei bambini.
Spazio nato con difficoltà, ma con l’idea di aprire un dialogo ed un confronto serio.
Una precisazione: la partecipazione non può sostituire la democrazia rappresentativa.
Il Municipio deve arrivare alla votazione della delibera dopo un confronto aperto al territorio, rispettandone le esigenze.
Il tavolo si apre su proposta dell’amministrazione comunale.
E’ d’accordo sul tema della Città dei bambini, intesa come rapporto tra città e bambini.
La scommessa è reinterpretare il tema della città in relazione ai bambini come protagonisti.
Ripensare ad un’edilizia che abbia la capacità di accogliere anche i soggetti più deboli.
Parla Andrea Catarci.
Non fare solo critica alla città, ma concentrasi sull’accumulo di forze per opporsi ai progetti che non rispettano i cittadini.
Dà la sua disponibilità ad investire le forze del Municipio in un percorso di scontro con i progetti che non vedono il coinvolgimento dei cittadini.
In questo caso non c’è ancora un progetto diffuso formalmente, ma solo un’indicazione iniziale, proprio per questo bisogna assumere l’onere di ragionarci sopra e decidere che strada intraprendere.
Tommaso D’Alessio non vuole arrivare a discutere del progetto quando è già pronto.
Gianluca Peciola invita le associazioni e i partecipanti ad esprimere l’esigenza di incontrarsi di nuovo e procedere con la partecipazione all’interno del processo.